Oltre 130 decessi all’anno, con quasi tre tragedie su quattro causate dal ribaltamento o dallo schiacciamento sotto il peso dei mezzi. È il drammatico bilancio che fotografa lo stato della sicurezza nei campi italiani, presentato al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) da Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole.

I dati emersi delineano un’emergenza non più rimandabile, legata a doppio filo all’elevata anzianità del parco macchine tricolore. Per invertire questa rotta, Federacma ha avanzato un piano strutturale che prevede un impegno finanziario mirato: 350 milioni di euro in cinque anni per la rottamazione dei mezzi più obsoleti e 25 milioni l’anno per l’ammodernamento di quelli ancora recuperabili.

Tuttavia, l’efficacia di questi investimenti passa inevitabilmente da una riforma normativa e organizzativa del sistema delle revisioni.

La strategia di Federacma si articola, per questo, in quattro proposte fondamentali:
1. Emanare il decreto attuativo della legge 2015
Il primo passo necessario è lo sblocco immediato del tassello normativo mancante. Federacma chiede di emanare quanto prima il decreto per definire chiaramente le modalità tecniche ed organizzative delle revisioni dei mezzi agricoli, colmando un vuoto che si trascina ormai da anni.

2. Prevedere uno slittamento tecnico di tre anni
Per garantire una transizione efficace, viene proposta una proroga di 3 anni per l’avvio effettivo delle revisioni (fissando la scadenza a fine 2028). Questo tempo sarà indispensabile per formare adeguatamente gli ispettori e i responsabili delle officine, oltre che per adeguare le strutture logistiche e le officine stesse su tutto il territorio.

3. Corsi INAIL obbligatori per il personale delle officine
La sicurezza richiede competenze certificate. Il piano prevede di imporre per legge la qualificazione delle officine che eseguono ammodernamenti e verifiche. Il percorso formativo, gestito con l’INAIL, dovrà prevedere prima corsi per la certificazione sulla messa a norma dei mezzi, e successivamente una certificazione specifica per la preparazione alla revisione stessa.

4. Tavolo di coordinamento permanente interministeriale
Per ottimizzare la gestione delle risorse e monitorare l’efficacia delle misure nel tempo, è fondamentale fare rete. Federacma propone l’istituzione di un tavolo di coordinamento stabile che riunisca il MASAF (Ministero dell’Agricoltura), l’INAIL, il Ministero del Lavoro, il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) e l’ISMEA.

Più tecnologia per salvare vite umane
I ribaltamenti e gli schiacciamenti rappresentano circa il 75% delle cause di morte nei campi e colpiscono prevalentemente chi opera su trattori vecchi, privi di cabine omologate o roll-bar protettivi. L’iniziativa di Federacma al CNEL punta a trasformare la sicurezza da costo a investimento strategico. La palla passa ora alle istituzioni, chiamate a recepire un piano che unisce la salvaguardia delle vite umane alla modernizzazione di un settore chiave per l’economia del Paese.